Balkan Sunride – Tappa 1: Durmitor National Park (Montenegro)

 

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Il Montenegro è molto evoluto e ben organizzato dal punto di vista del turismo. Di conseguenza l’organizzazione di questa tappa non è stata affatto difficile. Anzi, il web proponeva così tante opzioni e attività che la parte più complessa è stata selezionare quelle con cui riempire i nostri due giorni in questo splendido parco naturale. L’articolo sarà quindi una guida che sfrutta la nostra esperienza personale per darvi qualche consiglio su ciò che ci è apparso di maggiore interesse e su ciò che, invece, si può evitare una volta giunti al Durmitor.

La nostra esperienza

L’alba montenegrina ci accoglie dopo un lungo viaggio

Il nostro punto di appoggio è il paese di Zabljak, dove giungiamo dopo 17 lunghe ore di viaggio attraverso la Croazia e la Bosnia, che ci permettono di ammirare le splendide bellezze naturali del Montenegro alla luce di una silenziosa e maestosa alba.

Arrivati a Zabljak non ci concediamo nemmeno un minuto di riposo: fatta la spesa per il pranzo partiamo di corsa per il ponte Tara, un gioiello ricostruito dopo la sua distruzione in guerra. Inserito in questo contesto, il ponte offre una visuale vasta e variopinta sul profondissimo canyon.

La magica vista da Durdevica Tara Bridge

Indossati salvagenti e caschetti, saliamo su un gommone da rafting e partiamo alla conquista del fiume Tara. L’acqua è di una limpidezza tale che invoglia a tuffarsi dalla barca in ogni nuovo scorcio, nonostante la temperatura sia assai fredda: parliamo di circa 10 gradi! Ci cimentiamo quindi in qualche tuffo e bagno tra una rapida e l’altra. L’acqua del Tara scorre tranquilla, consentendo di osservare con calma questi scenari mozzafiato.

Ci rendiamo conto di trovarci in un luogo in cui le bellezze naturali sono ancora intatte e preservate. Sì, il Durmitor National Park è una zona nota e frequentata, ma ben lontana da essere sacrificata in favore della costruzione di edifici turistici.

Dopo un pasto veloce, ci concediamo di vedere il canyon dall’estremo opposto: ripercorriamo la gola dall’alto, appesi ad una corda con un imbrago. Si tratta della Zipline, un’attività sportiva estremamente adrenalinica, che ha preso piega di recente, e consente di librarsi nell’aria raggiungendo velocità anche piuttosto elevate.

Una piccola pausa, e si parte per stabilire l’accampamento notturno; ci dirigiamo verso la zona più famosa del parco: il Lago Nero o Crno Jezero. Ormai il sole sta per tramontare e i turisti iniziano a lasciare la zona. Nel giro di un paio d’ore siamo rimasti soli davanti all’immensità del lago. Vengono ancora i brividi ad immaginare la calma e il mistero delle sue acque sotto la luce lunare.

Piantiamo le tende ed accendiamo un falò, mentre i nostri cuochi cucinano una pasta per noi. Comincia una notte fredda ma memorabile: alla luce del fuoco cantiamo, chiacchieriamo e giochiamo; passeggiamo nel prato intorno al lago; beviamo un po’ di birra e liquore.

Alla luce del falò

La prima notte del nostro viaggio ha un che di magico, e abbandoniamo il parco a malincuore la mattina dopo.

I nostri consigli

Arrivare in Montenegro e al parco

Più o meno tutta l’area balcanica non è inclusa nelle mappe dei principali sistemi di navigazione da noi utilizzati. Una volta passato il confine con la Croazia, è stato quindi necessario cambiare il nostro sistema di muoverci.

Google Maps, anche se con qualche errore, copre tutta l’area balcanica in modo abbastanza aggiornato e dettagliato. Abbiamo quindi scaricato le mappe offline dei principali percorsi, prestando attenzione a tradurre dal cirillico i nomi dei paesi principali che dovevamo attraversare. Utilizzando un dispositivo Android, è possibile avere la propria posizione GPS anche offline, e questo è stato di enorme aiuto.

Tuttavia le strade balcaniche non hanno nulla di simile alle nostre. Spesso vengono segnate come principali delle stradine sterrate che non sono nemmeno valicabili. Strade cementate possono non avere sistemi di sicurezza e essere molto scoscese, vecchie e piene di buche. Oltre a questo, vi consigliamo di segnare in anticipo le coordinate GPS delle vostre destinazioni, perchè spesso usando il motore di ricerca si incappa in errori.

Viste tutti questi ostacoli, è opportuno prevedere tempistiche estremamente maggiori di quelle segnate da google maps, prestare molta attenzione ai cartelli e non temere di chiedere indicazioni ai locali! (cartelli e abitanti sono spesso molto più attendibili del navigatore).

Muoversi nel parco

Il parco è articolato intorno a due punti principali, distanti tra loro 23 km:

  • Il paese di Zabljak, centro più grosso della zona, in cui si trovano diversi alberghi e campeggi, supermercati, panifici… Qui hanno sede tutte le attività sportive del parco. Quelle legate al fiume Tara richiedono poi lo spostamento fino a Durdevica Tara Bridge. I prezzi sono in euro, più economici rispetto all’Italia, questo è certo, ma leggermente rialzati se paragonati alle altre zone del Montenegro.
    Durdevica Tara Bridge

    Da Zabljak si può giungere in pochi minuti di auto all’ingresso ufficiale del parco nazionale, seguendo le indicazioni per “Crno Jezero“, il Lago Nero.

  • Durdevica Tara Bridge, lo storico ponte sul fiume Tara, che attraversa da un lato all’altro il secondo canyon più profondo al mondo, con un altezza di 170 metri. Qui si svolgono tutte le attività sportive correlate al fiume: zipline, rafting, canyoning, kayak.

Crno Jezero non è solo l’attrazione naturalistica più famosa e simbolica del parco. Da qui partono anche tutte le principali escursioni del Durmitor, compresa la lunga ascesa a Bobotov Kuk, monte più alto del Montenegro. Il lago è balneabile, con una temperatura intorno ai 18°, o attraversabile noleggiando per pochi euro una barchetta a remi.

Crno Jezero nelle luci del tardo pomeriggio

L’accesso solamente a questa zona del parco è a pagamento, comprando all’ingresso un biglietto per 3 euro. Purtroppo, dormendo lì la notte, si deve pagare il prezzo per due giorni. L’auto può essere lasciata gratuitamente al parcheggio che si trova all’ingresso del parco. Il lago può essere raggiunto dopo aver percorso a piedi una strada asfaltata per circa 30 minuti. Si tratta di una zona di grande fascino ma molto frequentata e affollata.

La cartina del parco non è reperibile sul web, se non in formato molto piccolo. Diversi siti riportano che vi è la possibilità di comprarla presso gli uffici turistici di Zabljak, tuttavia noi non siamo riusciti a trovarne nemmeno una. Per questo motivo vi consigliamo, per sicurezza, di stampare la piccola versione che trovate a questo indirizzo web: http://www.zabljak-montenegro.com/en/maps.html

Dove dormire

Zabljak e dintorni offrono diverse possibilità, in grado di accontentare ogni tipo di esigenza. Vi sono diversi campeggi, di cui uno anche molto vicino all’ingresso del parco, alcuni dei quali sono affiliati con gruppi di rafting o altre attività.

Noi abbiamo scelto la via selvaggia e a contatto con la natura. Nel Durmitor, infatti, è permesso il campeggio libero, in ogni zona del parco.  La nostra meta iniziale doveva essere il bivacco Lokvice (anch’esso, eventualmente, provvisto di letti, ma molto frequentato), situato sul percorso che porta a Bobotov Kuk. Tuttavia le attività del giorno ci hanno impegnati per parecchie ore, e quindi abbiamo deciso di rimanere nelle vicinanze e accamparci in una delle aree nel bosco vicino al Lago Nero. Vi sono infatti diversi spiazzi attrezzati con tavoli e panchine e sassi già predisposti per accendere un falò, esperienza molto suggestiva e concessa dalla legge montenegrina.

Se scegliete di accamparvi nella natura vi ricordiamo una cosa fondamentale: il parco è provvisto di fontanelle di acqua potabile, che, però, sono tutte localizzate lungo il percorso che dall’ingresso porta al lago nero. Cercate quindi di approvvigionarvi appena ne trovate una, altrimenti correte il rischio di non vederne più e dover tornare indietro!

 Le attività che consigliamo

E’ stato molto difficile selezionare l’attività giusta per riempire la nostra vacanza. I siti web propongono diverse avventure: giri in jeep, giri a cavallo, escursioni guidate, canyoning, kayak, eccetera.

La nostra scelta è stata orientata dal fatto che il fiume Tara è unico al mondo: acque limpide e cristalline scorrono lentamente nel secondo canyon più profondo al mondo, offrendo degli scenari ogni volta diversi e mozzafiato. Abbiamo quindi deciso di scegliere solo attività che riguardassero il fiume. Abbiamo escluso il kayak perchè le guide locali offrono attività solo per esperti di questo sport, e quindi ci siamo dedicati al rafting e alla zipline.

Niente di più azzeccato! In questo modo abbiamo potuto avere una panoramica del canyon prima dal basso e poi dall’alto, trascorrendo al suo interno quasi tutta la giornata e potendo ammirarne le bellezze in ogni dettaglio.

Rafting: Durmitorraft

Scopri Durmitorraft cliccando qui o sulle foto

Abbiamo selezionato questo staff perchè, valutando le varie caratteristiche, lo reputiamo il migliore del parco. Partendo dalla prenotazione, viene gestita online con un metodo sicuro, che consente di selezionare il giorno specifico e di pagare con paypal, che reputiamo molto sicuro specie all’estero. Nonostante la prenotazione vincolante, assicuriamo che, se vi fosse necessità di cambiare giorno, lo staff è a completa disposizione e non chiede di disdire la prenotazione. Essi sono stati molto disponibili nel dialogo via mail.

Ma veniamo alla parte divertente: tre ore immersi nel fiume Tara, con barche abbastanza grandi, in grado di trasportare 10 persone (ideale per gruppi come il nostro), rigenerano il corpo e lo spirito. La guida è stata molto disponibile anche nel darci alcune informazioni storiche riguardo il ponte e il canyon, oltre che di buona compagnia!

Le acque del Tara scorrono abbastanza lentamente: più che per l’avventura, il rafting vale la pena per il paesaggio unico che consente di osservare. Oltre a passare attraverso le rapide, sono previste numerose soste: si può ammirare l’affluente più corto e veloce d’Europa, fare un bagno a 10 gradituffarsi dalle rocce del canyon.

Un’esperienza di pura adrenalina, immersa in uno scenario imponente e ricco di colori. L’acqua del Tara è assolutamente la più pulita e di sgargianti colori che abbiamo mai potuto ammirare nella nostra esperienza.

Assolutamente da provare!

Inoltre, il punto di partenza e arrivo della “raftata” è provvisto di tavolini, panchine e parcheggio per chi volesse fermarsi per un pranzo al sacco.

Red Rock Zipline

Scopri Red Rock Zip Line cliccando qui o sulle foto

La zipline è senza dubbio un’esperienza da tentare almeno una volta nella vita. Per noi è stato un vero onore poterla provare qui per la prima volta. Il canyon Tara si presta molto ad essere vissuto in volo dall’alto: sommate l’adrenalina di essere sospesi a 170 metri d’altezza, in volo libero nella gola di un canyon, legati solo a un imbrago, su un fiume dalle acque turchesi e brillanti, in compagnia dei vostri amici.

Red Rock Zipline è, a nostro parere, la migliore della zona. Si trova subito in fianco al ponte di Tara, e per questo motivo offre la visuale più estesa ed entusiasmante. La corda è la più alta di tutte, ed è doppia, il che significa che potete volare in compagnia dei vostri amici! Il tutto al prezzo più basso della zona (10€ a corsa, con sconto per gruppi e possibilità di prenotare in anticipo). Il rapporto qualità/prezzo senza dubbio migliore di tutto il Durmitor.

Con parte dello staff di Red Rock Zipline

E non parliamo della gentilezza del personale! Altamente qualificato, rassicurante, disponibile e pieno di sinceri consigli sulle attività da svolgere nel parco. Sicuramente questi ragazzi hanno contribuito a rendere ancora più divertente la nostra esperienza.

La canzone della tappa

Nickelback – Song on Fire

La crew vi saluta in compagnia di una bella birra con vista… alla prossima tappa!

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