Balkan Sunride – Tappa 1: Durmitor National Park (Montenegro)

 

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Il Montenegro è molto evoluto e ben organizzato dal punto di vista del turismo. Di conseguenza l’organizzazione di questa tappa non è stata affatto difficile. Anzi, il web proponeva così tante opzioni e attività che la parte più complessa è stata selezionare quelle con cui riempire i nostri due giorni in questo splendido parco naturale. L’articolo sarà quindi una guida che sfrutta la nostra esperienza personale per darvi qualche consiglio su ciò che ci è apparso di maggiore interesse e su ciò che, invece, si può evitare una volta giunti al Durmitor.

La nostra esperienza

L’alba montenegrina ci accoglie dopo un lungo viaggio

Il nostro punto di appoggio è il paese di Zabljak, dove giungiamo dopo 17 lunghe ore di viaggio attraverso la Croazia e la Bosnia, che ci permettono di ammirare le splendide bellezze naturali del Montenegro alla luce di una silenziosa e maestosa alba.

Arrivati a Zabljak non ci concediamo nemmeno un minuto di riposo: fatta la spesa per il pranzo partiamo di corsa per il ponte Tara, un gioiello ricostruito dopo la sua distruzione in guerra. Inserito in questo contesto, il ponte offre una visuale vasta e variopinta sul profondissimo canyon.

La magica vista da Durdevica Tara Bridge

Indossati salvagenti e caschetti, saliamo su un gommone da rafting e partiamo alla conquista del fiume Tara. L’acqua è di una limpidezza tale che invoglia a tuffarsi dalla barca in ogni nuovo scorcio, nonostante la temperatura sia assai fredda: parliamo di circa 10 gradi! Ci cimentiamo quindi in qualche tuffo e bagno tra una rapida e l’altra. L’acqua del Tara scorre tranquilla, consentendo di osservare con calma questi scenari mozzafiato.

Ci rendiamo conto di trovarci in un luogo in cui le bellezze naturali sono ancora intatte e preservate. Sì, il Durmitor National Park è una zona nota e frequentata, ma ben lontana da essere sacrificata in favore della costruzione di edifici turistici.

Dopo un pasto veloce, ci concediamo di vedere il canyon dall’estremo opposto: ripercorriamo la gola dall’alto, appesi ad una corda con un imbrago. Si tratta della Zipline, un’attività sportiva estremamente adrenalinica, che ha preso piega di recente, e consente di librarsi nell’aria raggiungendo velocità anche piuttosto elevate.

Una piccola pausa, e si parte per stabilire l’accampamento notturno; ci dirigiamo verso la zona più famosa del parco: il Lago Nero o Crno Jezero. Ormai il sole sta per tramontare e i turisti iniziano a lasciare la zona. Nel giro di un paio d’ore siamo rimasti soli davanti all’immensità del lago. Vengono ancora i brividi ad immaginare la calma e il mistero delle sue acque sotto la luce lunare.

Piantiamo le tende ed accendiamo un falò, mentre i nostri cuochi cucinano una pasta per noi. Comincia una notte fredda ma memorabile: alla luce del fuoco cantiamo, chiacchieriamo e giochiamo; passeggiamo nel prato intorno al lago; beviamo un po’ di birra e liquore.

Alla luce del falò

La prima notte del nostro viaggio ha un che di magico, e abbandoniamo il parco a malincuore la mattina dopo.

I nostri consigli

Arrivare in Montenegro e al parco

Più o meno tutta l’area balcanica non è inclusa nelle mappe dei principali sistemi di navigazione da noi utilizzati. Una volta passato il confine con la Croazia, è stato quindi necessario cambiare il nostro sistema di muoverci.

Google Maps, anche se con qualche errore, copre tutta l’area balcanica in modo abbastanza aggiornato e dettagliato. Abbiamo quindi scaricato le mappe offline dei principali percorsi, prestando attenzione a tradurre dal cirillico i nomi dei paesi principali che dovevamo attraversare. Utilizzando un dispositivo Android, è possibile avere la propria posizione GPS anche offline, e questo è stato di enorme aiuto.

Tuttavia le strade balcaniche non hanno nulla di simile alle nostre. Spesso vengono segnate come principali delle stradine sterrate che non sono nemmeno valicabili. Strade cementate possono non avere sistemi di sicurezza e essere molto scoscese, vecchie e piene di buche. Oltre a questo, vi consigliamo di segnare in anticipo le coordinate GPS delle vostre destinazioni, perchè spesso usando il motore di ricerca si incappa in errori.

Viste tutti questi ostacoli, è opportuno prevedere tempistiche estremamente maggiori di quelle segnate da google maps, prestare molta attenzione ai cartelli e non temere di chiedere indicazioni ai locali! (cartelli e abitanti sono spesso molto più attendibili del navigatore).

Muoversi nel parco

Il parco è articolato intorno a due punti principali, distanti tra loro 23 km:

  • Il paese di Zabljak, centro più grosso della zona, in cui si trovano diversi alberghi e campeggi, supermercati, panifici… Qui hanno sede tutte le attività sportive del parco. Quelle legate al fiume Tara richiedono poi lo spostamento fino a Durdevica Tara Bridge. I prezzi sono in euro, più economici rispetto all’Italia, questo è certo, ma leggermente rialzati se paragonati alle altre zone del Montenegro.
    Durdevica Tara Bridge

    Da Zabljak si può giungere in pochi minuti di auto all’ingresso ufficiale del parco nazionale, seguendo le indicazioni per “Crno Jezero“, il Lago Nero.

  • Durdevica Tara Bridge, lo storico ponte sul fiume Tara, che attraversa da un lato all’altro il secondo canyon più profondo al mondo, con un altezza di 170 metri. Qui si svolgono tutte le attività sportive correlate al fiume: zipline, rafting, canyoning, kayak.

Crno Jezero non è solo l’attrazione naturalistica più famosa e simbolica del parco. Da qui partono anche tutte le principali escursioni del Durmitor, compresa la lunga ascesa a Bobotov Kuk, monte più alto del Montenegro. Il lago è balneabile, con una temperatura intorno ai 18°, o attraversabile noleggiando per pochi euro una barchetta a remi.

Crno Jezero nelle luci del tardo pomeriggio

L’accesso solamente a questa zona del parco è a pagamento, comprando all’ingresso un biglietto per 3 euro. Purtroppo, dormendo lì la notte, si deve pagare il prezzo per due giorni. L’auto può essere lasciata gratuitamente al parcheggio che si trova all’ingresso del parco. Il lago può essere raggiunto dopo aver percorso a piedi una strada asfaltata per circa 30 minuti. Si tratta di una zona di grande fascino ma molto frequentata e affollata.

La cartina del parco non è reperibile sul web, se non in formato molto piccolo. Diversi siti riportano che vi è la possibilità di comprarla presso gli uffici turistici di Zabljak, tuttavia noi non siamo riusciti a trovarne nemmeno una. Per questo motivo vi consigliamo, per sicurezza, di stampare la piccola versione che trovate a questo indirizzo web: http://www.zabljak-montenegro.com/en/maps.html

Dove dormire

Zabljak e dintorni offrono diverse possibilità, in grado di accontentare ogni tipo di esigenza. Vi sono diversi campeggi, di cui uno anche molto vicino all’ingresso del parco, alcuni dei quali sono affiliati con gruppi di rafting o altre attività.

Noi abbiamo scelto la via selvaggia e a contatto con la natura. Nel Durmitor, infatti, è permesso il campeggio libero, in ogni zona del parco.  La nostra meta iniziale doveva essere il bivacco Lokvice (anch’esso, eventualmente, provvisto di letti, ma molto frequentato), situato sul percorso che porta a Bobotov Kuk. Tuttavia le attività del giorno ci hanno impegnati per parecchie ore, e quindi abbiamo deciso di rimanere nelle vicinanze e accamparci in una delle aree nel bosco vicino al Lago Nero. Vi sono infatti diversi spiazzi attrezzati con tavoli e panchine e sassi già predisposti per accendere un falò, esperienza molto suggestiva e concessa dalla legge montenegrina.

Se scegliete di accamparvi nella natura vi ricordiamo una cosa fondamentale: il parco è provvisto di fontanelle di acqua potabile, che, però, sono tutte localizzate lungo il percorso che dall’ingresso porta al lago nero. Cercate quindi di approvvigionarvi appena ne trovate una, altrimenti correte il rischio di non vederne più e dover tornare indietro!

 Le attività che consigliamo

E’ stato molto difficile selezionare l’attività giusta per riempire la nostra vacanza. I siti web propongono diverse avventure: giri in jeep, giri a cavallo, escursioni guidate, canyoning, kayak, eccetera.

La nostra scelta è stata orientata dal fatto che il fiume Tara è unico al mondo: acque limpide e cristalline scorrono lentamente nel secondo canyon più profondo al mondo, offrendo degli scenari ogni volta diversi e mozzafiato. Abbiamo quindi deciso di scegliere solo attività che riguardassero il fiume. Abbiamo escluso il kayak perchè le guide locali offrono attività solo per esperti di questo sport, e quindi ci siamo dedicati al rafting e alla zipline.

Niente di più azzeccato! In questo modo abbiamo potuto avere una panoramica del canyon prima dal basso e poi dall’alto, trascorrendo al suo interno quasi tutta la giornata e potendo ammirarne le bellezze in ogni dettaglio.

Rafting: Durmitorraft

Scopri Durmitorraft cliccando qui o sulle foto

Abbiamo selezionato questo staff perchè, valutando le varie caratteristiche, lo reputiamo il migliore del parco. Partendo dalla prenotazione, viene gestita online con un metodo sicuro, che consente di selezionare il giorno specifico e di pagare con paypal, che reputiamo molto sicuro specie all’estero. Nonostante la prenotazione vincolante, assicuriamo che, se vi fosse necessità di cambiare giorno, lo staff è a completa disposizione e non chiede di disdire la prenotazione. Essi sono stati molto disponibili nel dialogo via mail.

Ma veniamo alla parte divertente: tre ore immersi nel fiume Tara, con barche abbastanza grandi, in grado di trasportare 10 persone (ideale per gruppi come il nostro), rigenerano il corpo e lo spirito. La guida è stata molto disponibile anche nel darci alcune informazioni storiche riguardo il ponte e il canyon, oltre che di buona compagnia!

Le acque del Tara scorrono abbastanza lentamente: più che per l’avventura, il rafting vale la pena per il paesaggio unico che consente di osservare. Oltre a passare attraverso le rapide, sono previste numerose soste: si può ammirare l’affluente più corto e veloce d’Europa, fare un bagno a 10 gradituffarsi dalle rocce del canyon.

Un’esperienza di pura adrenalina, immersa in uno scenario imponente e ricco di colori. L’acqua del Tara è assolutamente la più pulita e di sgargianti colori che abbiamo mai potuto ammirare nella nostra esperienza.

Assolutamente da provare!

Inoltre, il punto di partenza e arrivo della “raftata” è provvisto di tavolini, panchine e parcheggio per chi volesse fermarsi per un pranzo al sacco.

Red Rock Zipline

Scopri Red Rock Zip Line cliccando qui o sulle foto

La zipline è senza dubbio un’esperienza da tentare almeno una volta nella vita. Per noi è stato un vero onore poterla provare qui per la prima volta. Il canyon Tara si presta molto ad essere vissuto in volo dall’alto: sommate l’adrenalina di essere sospesi a 170 metri d’altezza, in volo libero nella gola di un canyon, legati solo a un imbrago, su un fiume dalle acque turchesi e brillanti, in compagnia dei vostri amici.

Red Rock Zipline è, a nostro parere, la migliore della zona. Si trova subito in fianco al ponte di Tara, e per questo motivo offre la visuale più estesa ed entusiasmante. La corda è la più alta di tutte, ed è doppia, il che significa che potete volare in compagnia dei vostri amici! Il tutto al prezzo più basso della zona (10€ a corsa, con sconto per gruppi e possibilità di prenotare in anticipo). Il rapporto qualità/prezzo senza dubbio migliore di tutto il Durmitor.

Con parte dello staff di Red Rock Zipline

E non parliamo della gentilezza del personale! Altamente qualificato, rassicurante, disponibile e pieno di sinceri consigli sulle attività da svolgere nel parco. Sicuramente questi ragazzi hanno contribuito a rendere ancora più divertente la nostra esperienza.

La canzone della tappa

Nickelback – Song on Fire

La crew vi saluta in compagnia di una bella birra con vista… alla prossima tappa!

50 sistemi per perdere tempo.

Altro che manuale del viaggiatore perfetto! La crew quest’anno si è riscoperta espertissima in una splendida attività: la perdita di tempo. Pensate che siamo riusciti a collezionare quasi mille chilometri più del previsto! Per non parlare delle ore di viaggio…

Ma non vi diciamo di più, godetevi la lettura 😉

Alla partenza siamo ancora illusi
  1. Dimenticare il cellulare in ogni campeggio e accorgersene in media 15 minuti dopo la partenza.
  2. Far guidare la Gion fino in Slovenia (velocità media 27 km/h)
  3. Non saper leggere/dimenticarsi di leggere i cartelli stradali
  4. Portarsi dietro Dave e la Gion
  5. Fidarsi di Google maps in Serbia
  6. Avere il tomtom e usare una cartina turistica raffigurante orsi, capre e sciatori
  7. Credere che le strade in Bosnia siano strade
  8. Portarsi dietro Dave e la Gion
  9. Fare un ultima “cosa veloce” mentre si aspetta l’ultimo del gruppo e diventare l’ultimo del gruppo
  10. Scegliere destinazioni a cui si arriva solo con stradine sterrate

    Le strade statali balcaniche
  11. Impantanarsi in una pozza di fango in una strada deserta in mezzo al bosco. Litigare mezz’ora per decidere se sia meglio bonificarla, saltarlacostruire una rampa. Mandare avanti qualcuno a cercare aiuto senza telefono e perderlo. Riuscire a oltrepassare la buca livellando il terreno e usando rami di pino per fare attrito. Richiamare chi era andato a cercare aiuto vittoriosi. Quando il gruppo si riunisce accorgersi che si aveva sbagliato a inserire le coordinate GPS. Dover tornare indietro e riguadare la buca.

    Il guado o il guano?
  12. Provare ben tre frontiere per arrivare in Slovenia nel cuore della notte e trovarle tutte chiuse.
  13. Finire la Benzina in un luogo sperduto della Bosnia. Non trovare benzinai nel raggio di 100 km. Fermarsi per chiedere benzina a un contadino, mandare Gion per intenerirlo, e accorgersi sul più bello che si era dimenticata di togliersi la maglietta nazionalista serba. Ottenere solo un bel “kaputt” e un “vaffanc*lo” gesticolato e scappare. Trovare il benzinaio quando la riserva segna 2 km residui.
  14. Portarsi dietro Dave e la Gion
  15. Fare strade alternative perchè quelle selezionate sono in realtà poco più che sentieri e metterci due ore in più.
  16. Bere un camion di birra gialla (jelen per intenditori) e doversi fermare ogni mezz’ora per le 24 ore successive causa restituzione all’ambiente del liquido miracoloso.

    La situazione al Guca festival
  17. Scendere a chiedere indicazioni e trovare solo case vuote
  18. Non avere sufficienti cateteri per tutte le donzelle che devono andare in bagno e doversi fermare ogni due ore
  19. Interpretare l’alfabeto cirillico ma produrre solo suoni come “schsch” “èhèhè”
  20. Farsi inseguire dai cani di un contadino mentre si cerca di chiedere indicazioni
  21. Attraversare campi di fieno per chiedere indicazioni
  22. Portarsi dietro Dave e la Gion
  23. Provare a trovare la strada usando la bussola (anno 2017), dopo mezz’ora accorgersi che è storta, tornare indietro e accorgersi che è pure smagnetizzata.  
  24. Scoprire che si poteva usare il GPS solo il quinto giorno
  25. Trovarsi in un’eterna stradina di montagna a inseguire una punto che va ai 20 orari e non superarla.
  26. Fare la coda dietro alle mucche
  27. Sbandare in mezzo alla strada
  28. Portarsi dietro i documenti di Ste, che vengono sempre trattenuti in dogana
  29. Cercare di salvare un cane suicida
  30. Tornare indietro per vedere uno struzzo

    Il nostro amico struzzo
  31. Mandare Dave al Guca a fare la spesa da solo con festival in corso e perderlo per sempre
  32. Sentirsi Giovani Marmotte per fare da navigatore usando una vecchia cartina. Gasarsi moltissimo. Scegliere un percorso senza aver guardato se porti a destinazione. Accorgersene dopo 3 ore.
  33. Far riprovare a guidare Gion l’ultimo giorno. Finire contro un muro.
  34. Portarsi dietro Dave e la Gion
  35. Svegliarsi alle 7, correre come pazzi a prendere un treno, scoprire che si doveva prenotare la carrozza. Salire su un treno fermo per compensare.
  36. Dimenticarsi di scaricare le mappe offline di Google, o meglio averle sull’iPad ma essere troppo pigri per caricarlo e quindi andare a caso
  37. Fermarsi “10 minuti” al bar col WiFi, il bagno per la cacca, I frappè a 1 €
  38. Sorpassare in doppia linea davanti a un posto di blocco, farsi inseguire dalla polizia, non trovare la patente, cercare di corromperli con 20 euro. Alla fine prendere una multa.
  39. Dire alla dogana che non abbiamo da dichiarare ma non sapere cosa dichiarare. Farsi sgamare.
  40. Dire “neither alcool” alla dogana
  41. Fermarsi davanti a un monastero per fare la pipì e perdere Gion
  42. Trovare la casa di un pittore che vorrebbe essere famoso ma nella realtà è sconosciuto, quindi ignorare le sue opere per iniziare una partita a scacchi INFINITA

    Michi malefico durante la partita a scacchi
  43. Discutere con la ragazza della hall dell’ostello che si scusa ma non può far nulla per la stanza singola con scarico guasto, per la stanza doppia con doccia non funzionante, per la chiusura dell’acqua dalle 12 alle 5, per il caldo, per il sottotetto, per le puzze di michi.
  44. Prendersi un’intossicazione alimentare nell’unica città che ha il coprifuoco dell’acqua
  45. Mandare la Paul e la Ele a fare un’ora a piedi per prendere l’acqua. Fanno un’ora a piedi, si girano e tornano indietro dimenticandosi di prendere l’acqua.
  46. Non imboccare la “strada per quelli del posto“, cercare altre vie per poi imbattersi in strade identiche a quelle “per quelli del posto”

    quelli del posto
  47. Chiedere informazioni alla dogana ventordici volte senza risultato. Perdersi così tante volte da riuscire a trovare due turni di doganieri al bar.
  48. Prenotare il campeggio ma imbattersi nel figlio del proprietario che non segna la prenotazione
  49. Scendere a un bar per ordinare una limonata e prendere 10 piatti di cevapcici al formaggio
  50. Portarsi dietro Dave e la Gion

La Balkan Sunride e la nascita di un nuovo progetto

Il sole non è mai così bello come il giorno in cui ci si mette in cammino. [Jean Giono]

Questa frase è un po’ il significato del nostro viaggiare: l’inizio del cammino ci da sul mondo un nuovo punto di vista. Ogni cosa appare magnifica, ma soprattutto piena di significato; nel momento in cui comincia il viaggio, anche un raggio di sole riflesso su una goccia di rugiada diventa una sorpresa emozionante.

Tra le tante sorprese che la #vanlife ci offre, abbiamo scelto il sole come simbolo e guida, e non sarà difficile capire perché.

 

Il sole è ogni giorno promessa, certezza, rinascita

L’avventura in cui ci gettiamo ci costringe ad abbandonare i pilastri di sicurezza a cui ci affidiamo nella vita quotidiana. Vengono meno schemi, abitudini, comodità. Lo abbiamo detto 100 volte: tutto si riduce all’osso. Ma l’uomo, si sa, ha bisogno sempre di punti di riferimento, e per questo ne deve scegliere di nuovi. Vivere nella natura insegna a capire quanto il sole sia un padre: anche quando è nascosto, quando apriamo la cerniera della tenda, noi sappiamo che la Terra si è voltata per guardarlo in faccia, e offrirgli un nuovo giorno tutto da illuminare.

Quando tutto manca, l’alba è una certezza, ed è l’unica certezza a dare un’emozione sempre nuova ogni giorno. Lei è sempre la stessa, ma in ognuna delle tappe si presenta con un sorriso diverso.

Ci correggiamo: più che una certezza, il sole è la certezza di una sorpresa

Non amiamo il sole solo quando c’è, ma anche per tutto quello che si crea quando gioca a nascondersi. Il tramonto migliore è quello che si fa strada a bracciate tra le multiformi e gonfie nuvole di tempesta. Il calore più apprezzato è quello del singolo raggio che filtra tra gli alberi del bosco. Il rafting sul torrente è magico quando il sole è coperto da una leggera pioggerellina che ci accarezza la pelle.

Il sole si dipinge ogni giorno di mille colori, e ci riempie l’animo di mille emozioni.

Il sole è la più grande energia

La vita in van è stancante, eppure, ogni volta che ci svegliamo, il sole illumina e mette in luce il nuovo posto dove siamo arrivati, e ci sentiamo freschi come mai. E tutto si accende, noi compresi. Il sole è il nostro motore, la nostra forza.

E per questo collaboriamo con Solama.

Official partner

Cosa fa Solama?

SOLAMA è una società indipendente, specializzata nel gestire progetti di investimento nel settore rinnovabili

SOLAMA copre tutte le fasi di vita di un progetto: valutazione, investimento vero e proprio, gestione e smaltimento

SOLAMA assicura il controllo costante e proattivo di tutti i parametri e di tutte le attività

SOLAMA mette al servizio dell’investitore, direttamente e attraverso un network di specialisti, tutte le competenze tecniche, finanziarie, amministrative, fiscali e legali necessarie al corretto funzionamento dell’impianto e della società veicolo che lo detiene

SOLAMA offre diversi livelli di gestione, dal semplice controllo alla completa esternalizzazione di tutte le attività, ad un costo competitivo

Perché noi e Solama?

Un’azienda di pannelli fotovoltaici e nove squilibrati che vivono in un furgone? Cosa li fa associare? La risposta è molto più semplice di quanto si pensa.

Entrambi facciamo del sole la nostra fonte di vita. Noi riempiamo il nostro animo, asciughiamo i vestiti, contempliamo il paesaggio e ci riempiamo di calore. Solama prende tutto questo e lo rende una risorsa disponibile per tutti. Fa come noi, ma anche per chi non può godere di questo beneficio lungo la strada.

Entrambi abbiamo capito che l’unione del diverso fa la forza. La nostra tattica sta nel mettere insieme le forze più diverse per crearne una unica, efficiente e potentissima, preparata sotto tutti i punti di vista.

Noi siamo 9 anime completamente estranee l’una dall’altra. E l’armonia del nostro gruppo riesce così bene proprio perché ognuno mette a disposizione i propri punti di forza per creare l’armonia perfetta. Al furgone non manca niente e nessuno: ognuno si occupa di ciò che sa fare e gli piace fare.

Solama fa lo stesso: crea un prodotto dall’unione di tante sfaccettature. Attività tecnica, consulenza finanziaria e assistenza legale sono tutte sotto lo stesso tetto. I problemi sono tanti e la soluzione è una sola: compatta, resistente, professionale. Nessuna confusione e tanta competenza specifica.

Quante volte nessuno vi ha dato la risposta perché vedeva solo il proprio dovere? Solama evita questo, offre la soluzione integrata e più adatta ad ogni esigenza.

BALKAN SUNRIDE – Tappa 7: Sebenico (Croazia)

[Luca]

San Nicolò

A breve vi sveleremo la tappa che andrà a sostituire le cascate di Krka.

Ma ora proseguiamo il viaggio da Sarajevo.

Arrivati in Croazia campeggeremo nei pressi della ridente cittadina di Grebastica, ad un passo da Sebenico.

A differenza di altre città dalmate, le origini di Sebenico non sono molto antiche. La città è menzionata per la prima volta in un documento del 1066.

E’ una città ricca di fortezze di epoca medievale e rinascimentale, per via dei ripetuti attacchi subiti dagli Ottomani durante il lungo dominio veneziano (1116-1797).

Dopo la caduta della Serenissima passò sotto il dominio asburgico e vi rimase fino alla fine della II guerra mondiale, dopo di che entrò a far parte del regno di Iugoslavia. Alla dissoluzione della repubblica socialista fu bombardata dall’aviazione serba. Oggi Sebenico fa parte della Croazia ed è il capoluogo della regione di Sebenico e Tenin (Šibensko-kninska županija).

Una città dunque ricca di storia; ma non solo.

Fortezza di San Michele

E’ una città che offre molti festival e spettacoli, ma soprattutto è nota a molti giovani come Isola di Bravoos. Ebbene sì signori, a Sebenico è stata girata una parte della celeberrima serie televisiva “Il Trono di Spade” o “Game of Thrones” che dir si voglia.

Ma neanche questo è tutto ciò che si può vedere a Sebenico.

Il vento ci trasporterà lungo la costa a sud della città per visitare le incantevoli spiagge croate.

Detto questo, speriamo di non far la fine della maggior parte degli attori di GOT; solo chi ci seguirà lo saprà.

BALKAN SUNRIDE- Tappa 6: Krka National Park(Croazia)

[Ste]

Siamo in Croazia, in questa tappa saremo pronti ad immergerci nella natura del parco nazionale Krka (Cherca è decisamente più pronunciabile), che sorge in un canyon ai piedi di catena montuosa e attraversato dal fiume Krka River.
L’attrazione principale sono le numerose cascate, la più famosa è quella di Skradinski Buk.


Come attraversarlo? Per chi preferisce avventurarsi nella vegetazione che ospita oltre 800 specie diverse si può costeggiare il parco facendo trekking e visitare alcune fortezze oppure immergersi nelle acque dei laghi.

L ‘alternativa per godersi appieno lo spettacolo è senza dubbio l’escursione in barca, dove si possono ammirare le numerose cascate che si alternano a piccoli laghetti.

Nel lago di Visovac di sorge su un isolotto un monastero del 1570, che rappresenta un gioiello sperduto tra le acque del parco, creando un paesaggio quasi magico.


Siamo impazienti di esplorarlo! E voi?

BALKAN SUNRIDE – Tappa 5: Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina)

[Giada]

Siete pronti ad immergervi nella storia con la Cemento Crew?

Per la nostra 5 tappa non ci lasceremo scappare l’occasione di visitare Sarajevo, la capitale della Bosnia ed Erzegovina. Rimarremo qui solo un giorno nonostante questa città abbia moltissimo da offrire.

Innanzitutto Sarajevo è una città ricca di storia: nel 1914 fu lo scenario dell’evento che scatenò la prima guerra mondiale, mentre dal 1992 al 1995 la città subì più di tre anni d’assedio da parte delle forze serbo-bosniache, durante la guerra di Bosnia. Non si può dire di aver visitato Sarajevo senza essersi soffermati per qualche attimo di fronte al Ponte Latino, dove nel giro di pochi attimi è cambiata la storia del secolo scorso. Passeggiando per la città si trovano inoltre le “Rose di Sarajevo, crateri a forma di rosa scavati dall’impatto tra una granata e l’asfalto. Di grande impatto è anche il viale dei cecchini.

Il Ponte Latino dove nel 1914 cambiò la storia

Sarajevo è definita “la Gerusalemme d’Europa” poiché nel suo centro storico sono presenti luoghi di culto di ben 4 differenti religioni a testimoniare il carattere pacifico e la grande apertura di questo popolo magnifico.

Quartiere ottomano

A Sarajevo non pianteremo le tende, ma alloggeremo in un ostello nel quartiere ottomano. La giornata sarà dedicata alla visita della città e alla scoperta della cultura bosniaca. Nei locali chiamati buregdžinica  si servono piatti tipici a base di pasta sfoglia ripiena di carne. Inoltre non si può non assaggiare il caffè bosniaco: servito su un vassoio rotondo di ferro con un bicchiere d’acqua, zollette di zucchero e dolcetti tipici, questo caffè è motivo di orgoglio per gli abitanti di queste zone.

Cajdzinica Dzirlo-Tea House, Sarajevo

Infine, il fascino di Sarajevo è anche dato dalla sua collocazione geografica, essendo circondata da montagne e attraversata dal fiume Miljacka.

Sarajevo città ricca di fascino

BALKAN SUNRIDE – Tappa 4: Tara National Park (Serbia)

Tara, il monte e il parco

Dopo aver svelato il mistero del fiume Uvac, la crew si dirigerà a nord-ovest, verso il monte Tara, dove la aspettano 220 km² di natura incontaminata.

La bellezza di questo parco sta nella fitta rete di percorsi per trekking che portano a nascosti e sconosciuti punti panoramici, dai quali si possono ammirare verdi vallate e l’enorme lago Zaovine ai piedi dei rilievi montuosi.

clima perfetto

L’altitudine tra i 1000 e i 1600 metri e il clima particolare di questa zona sono ideali per la crescita di una rigogliosa vegetazione, sarà dunque questo il posto dove faremo il pieno al nostro furgone alimentato a ossigeno e energia solare… magari!!!

L’obbiettivo principale della tappa sarà portare in canoa o paddle board un membro della crew fino alla mitica casetta in mezzo al lago , dove verrà lasciato in ritiro spirituale fino alla fine del viaggio.

Dopo un rigenerante bagno nelle acque del fiume Drina, ci potremo concedere il lusso di piazzare le tende e riposare. Dove? Anche sul morbido terreno di un frutteto situato sulle dolci colline limitrofe se vorremo. E poi via, pronti per continuare la nostra BALKAN SUNRIDE. 

Quale sarà la prossima tappa ?  Seguiteci se volete conoscere nuovi posti incredibili e per sapere chi rimarrà in mezzo al lago!

[Michi]